Alcuni buoni motivi per viaggiare

Se siete finiti in questo articolo è forse perché dovete convincere qualcuno a viaggiare con voi e che magari non è abituato a viaggiare.

Se non si è soliti viaggiare o è una delle prime volte è infatti normale non avere il desiderio di farlo. I viaggi sono infatti come il cibo; “la fame vien mangiando”. Ed è quindi vero anche per i viaggi che più si scopre il mondo più si ha voglia di capire cosa ci sia al di la della nostra comfort zone.

In questo articolo voglio quindi provare a trasmettervi tutto ciò che proviamo quando siamo in viaggio e a come abbandonare paure e pensieri alle spalle.

Spesso viaggiare significa anche un sacco di impedimenti tra i quali svincolarsi. La casa da pulire il weekend, il cane o il bambino che non sai dove lasciare (o se è possibile portare), la suocera che invita a cena, la partita di calcio, e così via.

  1. Impara a conoscere il mondo e quindi te stesso

Se rimani sempre all’interno delle tue quattro mura non potrai mai dire di aver vissuto realmente. Questo perché i tuoi pensieri saranno sempre stati condizionati da ciò che ti sta attorno. Viaggiare significa invece necessariamente riaprire un dibattito su cose che pensavi date per certe. Viaggiare significa mettere in discussione, e metterti in discussione. Ti faccio un esempio banale: ho sempre amato la colazione dolce all’italiana. Nei viaggi fatti nei villaggi o grandi catene alberghiere c’è sempre stata questa possibilità e fino a qualche anno fa ridevo all’idea che la colazione fosse salata. Viaggiando impari invece che a parte Italia e Marocco la colazione è sempre salata. Quella volta che uscirai dalla tua comfort zone e prenderai in affitto una casa in un paese straniero, sia anche esso la Spagna, e proverai ad entrare in un bar tipico (nei quali la brioches non c’è) ti accorgerai che la vita non era proprio tutta quella che avevi in mente. In quel caso dovrai adattarti tra pane, pomodoro ed aglio!

Questo è solo un esempio banale, perché andare a raccontarvi della vita in India sarebbe stato un passo un po’ troppo lungo per chi non ha mai viaggiato 🙂

  1. Scoprirai che si nasconde un diverso “te” quando parli in una lingua straniera

Quando parli la tua lingua madre hai la piena padronanza su di essa ed hai modo di concentrarti su altre cose. Se hai mai provato ad interloquire con qualcuno in una lingua differente dalla tua avrai infatti notato che tutto cambia, ed anche tu. Utilizzi magari parole che nella tua lingua non useresti, ridi in maniera differente, hai un approccio diverso, forse addirittura più sicuro di te. Almeno, così succede a me quando mi capita di parlare in inglese. Tu mi chiederai, ma come più sicuro di te? Stai parlando in una lingua che poco conosci e ti senti più sicuro?

Esatto e ti spiego il perché: quando parlo in inglese faccio molti sbagli. Ma questo non mi impedisce di voler comunicare con la persona che ho davanti. Parlare un’altra lingua è come indossare una maschera e mettere in scena una personalità del tutto nuova. Quando parlo la mia lingua posso concentrarmi su altre cose, mentre quando parlo inglese anche il mio corpo, le mie espressioni facciali, tutto è legato a quel che sto dicendo, facendo trapelare un lato del mio carattere differente, nuovo. E l’eccitazione di avere a che fare con un nuovo “me” mi spinge a comunicare con l’altra persona.

  1. Supererai le tue paure

Sono molte le paure che possono prevalere prima di un viaggio. Ma viaggiando imparerai a far diventare la normalità molte cose, come prendere un aereo, orientarti in una città straniera e così via… dandoti maggiore sicurezza nella vita di tutti i giorni. Assaporare cibi di culture differenti vuol dire iniziare ad accettare il “diverso”, e partendo dal cibo riuscirai anche ad accettare la città e la popolazione, imparando che lo straniero è un uomo come te.

Chissà che qualcuno, dopo aver viaggiato, imparerà a trattare il prossimo, anche se straniero, come suo pari. Chissà che quello straniero che hai assunto a lavoro, che però parla perfettamente la lingua e svolge meglio degli altri il suo lavoro, riuscirà ad ottenere un salario pari al resto dei dipendenti. Chissà se ora proverai a rivolgere parola a quello straniero a lavoro, o addirittura, farci amicizia.

Buon viaggi a tutti!

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